Sfogliare e toccare con mano le pagine del Codex purpureus, un gioiello d’arte che riporta i Vangeli di Matteo e Marco a caratteri d’oro e d’argento con illustrazioni ricche di significato: un’emozione fortissima oggi per Lia Panera, “sensazione umana e divina” ha detto lei.
In occasione della Giornata internazionale della donna, Lia Panera, membro dell’IT, ha avuto l’onore, il 7 marzo, di sfogliare le pagine di un codice unico conservato a Rossano (Italia). In questa città, Lia Panera ha svolto la sua missione come membro dell’IT: è stata insegnante al Magistrale, direttrice della Caritas e promotrice di opere sociali.

Da quando il Codice è stato restaurato, nel 2012, le sue pagine devono essere sfogliate periodicamente e occorre mettere in mostra una nuova pagina per circa tre mesi. I responsabili del Museo hanno deciso di dare visibilità a tale operazione, perché non rimanga solo tecnica, ma un’occasione di cerimonia alla quale possano partecipare solo alcune persone designate, essendo piccolo l’ambiente in cui l’originale è custodito in una tecla. Questa volta l’hanno fatto coincidere con la celebrazione della festa della donna (anticipata alla vigilia).
Donna significativa
Quest'anno l'invito a sfogliare il codice è stato rivolto alla professoressa Obdulia (Lia) Panera, scelta come “donna particolarmente significativa per la cultura, l’insegnamento e l’attenzione agli ultimi, appartenente a una Associazione, l’Istituzione Teresiana, che si è distinta per contribuire al bene e al progresso della città”.
Con delicatezza e guanti bianchi, Lia Panera ha sfogliato le pagine del Codex guidata dalla Vicedirettrice del Museo, Cecilia Perri, lasciandolo infine aperto alla pagina molto bella dove è illustrata la parabola delle Vergini stolte e sagge, scelta appunto per la celebrazione odierna con il titolo “Grazie a te donna”, tratto, come ha illustrato con entusiasmo la moderatrice Anna Russo, giornalista, dalla lettera alle donne di S. Giovanni Paolo II.
L’arcivescovo di Rossano, mons. Maurizio Aloise, ha spiegato il valore culturale del manoscritto custodito nel Museo diocesano, riconosciuto come patrimonio dell’UNESCO, le cui pagine di porpora testimoniano, oltre i Vangeli, “una tradizione spirituale artistica e culturale che attraversa i secoli e continua a parlare al nostro tempo”. Il tema scelto per l’appuntamento gli ha offerto l’occasione per riflettere sulla presenza femminile nella storia della salvezza.

Invitate ad assistere allo sfoglio e ad intervenire successivamente nel salone degli stemmi, al momento di riflessione e confronto aperto al pubblico, sono state due figure istituzionali, Rosellina Madeo e Marinella Grillo, e due responsabili di Associazioni: Raffaella Accroglianò, di “Mondiversi”, e Maria Domenica Majuri, di “Emi&Lia”.
Sul tema della emancipazione femminile e sulle azioni per contrastare la violenza contro le donne hanno parlato a lungo con competenza e passione le invitate al tavolo tutto al femminile.
Lia Panera, oltre a ringraziare per il dono, la “grazia”, di questa scelta inaspettata, ha ricordato come San Pedro Poveda, fondatore dell’Istituzione Teresiana, già un secolo fa era all’avanguardia per la promozione della donna sul piano culturale lanciando tante giovani all’Università e la ricerca, nella convinzione che la scienza non era incompatibile con la fede, ma possono conciliarsi. Ha ricordato anche le origini dell’Istituto Magistrale, dietro la chiamata di Mons. Rizzo, l’allora Vescovo di Rossano, che ha formato generazioni di donne come insegnanti e, via via negli anni, studenti che sono arrivati a essere dirigenti, docenti universitari, sacerdoti, medici e primari d’ospedale. Ha invitato alla “gratuità”, valore così necessario nella società di oggi.
La maggior parte dei partecipanti, come anche le oratrici, sono state alunne di Lia Panera e la giornata è stata l’occasione di tanti ringraziamenti e applausi per quello che da lei hanno ricevuto, non solo come insegnante ed educatrice, ma soprattutto come modello di donna e testimone di valori umani, sociali, cristiani. Molti hanno ricordato il suo impegno per gli ultimi e i poveri attraverso la fondazione dell’Organizzazione di Volontariato “Insieme” e la direzione della Caritas diocesana per molti anni.
Giovanna Liota, Rossano
Fotos: Museo Diocesano e del Codex
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