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L’Incontro Internazionale dei Giovani dell’Istituzione Teresiana (EIJIT 2026), tenutosi ad Assisi (Italia) dal 23 al 28 luglio, ha offerto ai giovani partecipanti l’opportunità di riflettere sull’ecologia integrale, sul consumismo, sullo stile di vita attuale e sui valori promossi dall’IT: diversità, inclusione, dialogo e uguaglianza.

Al termine della prima fase dell’Incontro Internazionale dei Giovani, durante la quale i partecipanti a questa iniziativa avviata due anni fa si sono avvicinati al proprio contesto più vicino, in questa seconda fase tenutasi ad Assisi hanno messo in comune i propri punti di vista e le proprie prospettive per il futuro. Il motto: “ImpegnaTi per la terra e la pace”, ha accompagnato tutte le attività ed è stato il filo conduttore affinché quei sogni inizino a diventare realtà e siano semi di cambiamento nel mondo.

L'inizio

Il primo giorno, l’EIJIT è iniziato con il motto “Qui e ora” e un percorso di gruppo verso l’Eremo delle Carceri. Luogo dove Francesco d’Assisi visse la sua conversione e dove si respirano silenzio e contemplazione.

Ecco come i ragazzi e le ragazze partecipanti raccontano come è stato questo momento: “Abbiamo percorso il cammino accompagnandoci a vicenda nella salita, che diventava sempre più ripida, condividendo i nostri sogni, le nostre difficoltà, cercando di conoscerci un po’ meglio”.

Dopo un lungo cammino, immersi in “una natura bella e meravigliosa”, sono giunti a destinazione: “Abbiamo visitato la grotta, il luogo dell’incontro profondo di Francesco con Dio, e ci siamo addentrati nuovamente nel bosco, seguendo i sentieri dove lui passeggiava e nei quali approfondiva i tre atteggiamenti essenziali che segnano il cammino: conoscenza, semplicità, contemplazione”.

Quel pomeriggio è iniziato ufficialmente l’EIJIT con alcune parole di benvenuto e di incoraggiamento da parte di Carmen Aparicio ed Elisa Estévez, membri del Consiglio di Governo dell’IT.

Successivamente, nella stessa sala, si sono formati 15 gruppi, corrispondenti ai 15 paesi partecipanti, che hanno presentato brevemente i lavori e i progetti realizzati in precedenza, prima di partecipare all’EIJIT. “Siamo arrivati da diversi angoli del mondo con il cuore aperto. Nel nostro primo cerchio, è bastato presentarci e regalare una sola parola per abbracciare ciò che questo cammino è già stato e seminare la luce di ciò che sogniamo che sarà”, affermano.

Sulle orme di Francesco

Il secondo giorno hanno seguito le orme di San Francesco d’Assisi, secondo il motto della giornata: “Percorrere gli stessi sentieri che un tempo percorsero San Francesco e Santa Chiara ci ha immediatamente connessi alla terra e alla semplicità. Passo dopo passo, abbiamo aperto lo sguardo al mondo per ascoltarne i dolori, comprendendo che la pace è un impegno vivo che ci chiama tutti”, raccontano i protagonisti.

Il 25 luglio, due volontarie del Centro Laudato Si’ hanno accompagnato il gruppo durante la visita ai “luoghi francescani” all’insegna della frase scelta per l’occasione: “Affiniamo con lucidità lo sguardo”. Infatti, “la storia di Francesco assume un altro significato quando si cammina con intenzione”, precisano.

“In questa giornata ci siamo messi all’opera alla Casa della Pace, scoprendo che il servizio è un modo per tessere la fraternità. Un’esperienza che passa attraverso il corpo ed entra in dialogo con la realtà che ci circonda. Con fede ci siamo lasciati trasformare e siamo diventati canale di affetto, di ascolto, di accoglienza e di rivendicazione del fatto che altri modi di percorrere la terra devono essere possibili”.

Il tesoro nascosto

A metà dell’EIJIT 2026, sono andati alla ricerca del tesoro nascosto. Per prima cosa hanno partecipato all’Eucaristia nella Cappella di San Damiano. È stata una giornata intensa, caratterizzata da un’attività personale, dall’incontro con artigiani e artisti, oltre che da un momento dedicato alla condivisione di progetti nazionali e allo scambio culturale.

“Ci siamo riuniti per riflettere sul ruolo trasformatore dei giovani e sull’opera instancabile di tante organizzazioni che sostengono gli altri. Abbiamo riscoperto che l’amore per il prossimo e la presenza di Dio sono la bussola e il cammino che danno senso alla nostra vocazione al servizio”.

Il seme

Il penultimo giorno, intitolato “Il seme che sogna di diventare albero”, sono stati presentati progetti locali: “Attraverso il lavoro di gruppo, abbiamo condiviso quelle voci, quelle vocazioni e quei messaggi profondi che ci scuotono dentro. È stato uno spazio per riconoscere ciò che muove davvero la nostra anima e ci spinge a non restare con le mani in mano”.

L’EIJIT si è concluso in un giorno così speciale per l’IT come la Festa di San Pedro Poveda, il 28 luglio. All’insegna del motto: “Abbiamo tanti sogni”, i giovani hanno ascoltato Gregoria Ruiz (Ria), Direttrice dell’Istituzione Teresiana, presente durante gli ultimi giorni dell’incontro, che ha sottolineato lo spazio di dialogo creato e ha affermato che “l’IT vuole camminare insieme ai giovani in questo mondo in continuo cambiamento”.

“Una delle nostre priorità è tessere reti di fraternità nel mondo, dove puntiamo sulla diversità, l’inclusione, il dialogo e l’uguaglianza. Questi sono i valori su cui l’Istituzione Teresiana vuole puntare e sono un invito per ciascuno di voi, giovani. Affinché tutti noi lavoriamo su di essi, poiché si tratta di valori molto umani”

Eijit Asis 4

Eijit ASis 5

Ha sottolineato il punto 2 della linea di missione “tessere reti di fraternità” su cui si è lavorato in questo incontro: concepire l’ecologia integrale come categoria di vita, e le sue esortazioni: camminare verso uno stile di vita più contemplativo. Per questo, la nostra assemblea raccomanda di porre l’accento sull’”essere” piuttosto che sul “fare e sull’avere”.

Ha inoltre esortato a lavorare per un cambiamento che favorisca il bene comune. Un tema che, come ha sottolineato Ria, è emerso in numerose occasioni durante le riunioni, i dibattiti e le conversazioni dell’EIJIT.

D’altra parte, ha affermato che questo evento è servito a fare “una revisione delle nostre pratiche di consumo, a riflettere su come consumiamo, su cosa sia materiale e cosa no, per poi formarci a una maggiore coscienza ecologica”. Ha menzionato inoltre la grande quantità di fenomeni meteorologici che stanno alterando gli ecosistemi e il clima mondiale. Un aspetto che “deve farci riflettere su come possiamo contribuire a riportare la Natura in equilibrio, poiché essa cerca sempre il proprio equilibrio”.

Impegni concreti

Infine, Ria ha incoraggiato i giovani presenti a entrare in contatto con la Rete Internazionale dei Giovani IT, rispondendo a quel desiderio di interconnessione e di lavoro comune che è emerso in tutti gli incontri dell’EIJIT. “La Rete dei Giovani può facilitare anche questa interconnessione e la comunicazione. Ma non solo nell’ambito internazionale dell’Istituzione Teresiana, anche a livello locale, ovvero creando comunità nei vostri luoghi di residenza, ovunque ci sia interesse per questa causa della Terra e della pace”.

Eijit Asis 6

Proprio facendo eco alle parole della Direttrice dell’IT, i partecipanti all’EIJIT ci raccontano che durante quest’ultima giornata hanno lavorato intensamente per gettare ponti e sognare insieme. “Dalle idee siamo passati alla speranza condivisa, delineando azioni concrete e impegni reali per prendersi cura della nostra casa comune e portare la pace nei nostri territori”.

Comunicazioni dell'EIJIT 2026

Di seguito riportiamo i link alle relazioni delle quattro comunicazioni presentate durante l’incontro:

24 luglio

Apertura: Ci impegniamo per la Terra e la pace.

25 luglio

Dios escucha el clamor de su pueblo. (Dio ascolta il grido del suo popolo).

Nosotros los jóvenes, ¿qué? (Noi giovani, e allora?)

26 luglio

En busca del Tesoro escondido. (Alla ricerca del tesoro nascosto) Cuaderno de campo para discernir y plantarSE por la Tierra y la Paz. 

Info IT.

 

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