La Biblioteca Karibuni, situata a Gombe, Karibuni, (RD Congo) ha ospitato la cerimonia di chiusura di un seminario intensivo di due giorni tenutosi nel giugno 2026 sul tema della cittadinanza digitale. Quindici partecipanti hanno completato con successo questo programma intitolato «Dalla manipolazione dell’informazione alla cittadinanza digitale», sotto la guida esperta di Laurette Mondzola, membro dell’Istituzione Teresiana, e di Allégra Bossay.
L’industria della menzogna
La prima parte della formazione ha svelato i meccanismi della disinformazione. I facilitatori hanno dimostrato che la manipolazione è un’industria che punta sulle nostre debolezze psicologiche. È stata data particolare enfasi al bias di conferma: quella naturale tendenza del nostro cervello che ci spinge ad accettare immediatamente un’informazione se rafforza le nostre opinioni o i nostri pregiudizi, mentre rifiutiamo ciò che ci contraddice. I partecipanti hanno compreso che questo è proprio il meccanismo che i manipolatori utilizzano per indurci a condividere bugie che «ci fanno piacere» o alimentano la nostra indignazione.

Competenze tecniche
Per contrastare queste trappole, il workshop ha trasformato i partecipanti in veri e propri investigatori digitali. Grazie a esercizi pratici, hanno imparato a utilizzare strumenti all’avanguardia come Google Lens, Yandex, Images, TinEye… Questi «kit di strumenti» consentono d’ora in poi a questi cittadini informati di verificare la vera origine di qualsiasi immagine prima di accordarle fiducia, neutralizzando così i tentativi di manipolazione visiva.
La seconda fase si è concentrata sulla «resilienza digitale» individuale. I facilitatori hanno guidato gli studenti nella protezione dei propri account Gmail, Facebook e WhatsApp. Al di là degli aspetti tecnici, gli scambi hanno riguardato il Codice Digitale nella Repubblica Democratica del Congo, ricordando che l’ambiente digitale non è una zona senza legge. È stato sottolineato un messaggio chiaro: il cittadino responsabile deve sospendere il proprio giudizio e verificare sistematicamente i fatti prima di cliccare o condividere.
«Padroneggiare questi strumenti e comprendere i propri pregiudizi significa passare dall’essere vittime a diventare custodi dell’informazione», hanno sottolineato i formatori durante la cerimonia di chiusura.
Impegno e consegna dei certificati
L’evento si è concluso con una cerimonia solenne presieduta dalla coordinatrice della biblioteca, Bernadette Moreau, membro dell’Istituzione Teresiana. Dopo una prova di verifica delle conoscenze, i quindici partecipanti hanno ricevuto i loro certificati. Tornano nelle loro comunità come ambasciatori di un’informazione credibile, consapevoli che la verità inizia con un clic consapevole.
Laurette Mondzola, RD Congo.
Original en francés.




