Il 21 aprile 2026, presso l'Istituto Comprensivo Amarelli di Rossano (Italia), si è tenuto un convegno dedicato a Elisa Giambelluca (1941-1986), al quale hanno partecipato circa un centinaio di persone, per lo più ex allievi e colleghi dell'Istituto Magistrale di cui fu direttrice dal 1973 al 1983.
Un centinaio di persone incollate alle sedie ad ascoltare saluti, interventi, relazioni, testimonianze, ecc. durante un convegno durato più di tre ore. Pensi a facce stanche e annoiate? Tutt’altro! Piuttosto persone intente ad ascoltare, sorridenti, ansiose di alzarsi per andare a testimoniare e alcune non ci sono nemmeno riuscite, per questione di tempo.
In realtà la maggior parte dei partecipanti erano stati alunni o colleghi di Elisa Giambelluca ed era una gioia per loro ritrovarsi insieme e ricordare quegli anni di studio e cameratismo, anni in cui era quasi divertente per loro sperimentare quel metodo innovativo di aggiornarsi, investigare e comunicare agli altri il frutto della ricerca personale, passando allegramente molte ore insieme, a tempo pieno. Come preside Elisa era l’anima di quella sperimentazione privilegiando l’ascolto attento di ognuno e di tutti (un ascolto anche della “persona”, del cuore, ben aldilà del lato scolastico), accogliendo e discernendo le varie proposte dei colleghi, ma anche dei genitori e degli stessi alunni che si riunivano in assemblea.

Ai convenuti nella sala dell’Istituto Comprensivo Amarelli, ha dato il benvenuto la propria dirigente Tiziana Cerbino, il pomeriggio del 21 aprile 2026, esprimendo la sua gioia per la scelta del locale messo a disposizione di tale evento e per il fatto di sentirsi in “famiglia” con l’Istituzione Teresiana, ricordando l’esperienza di mamma, zie e sorelle, ex Alunne dell’Istituto Magistrale S. Pio X. Ha ritrovato in Elisa una dirigente modello per la professionalità e per il suo stile educativo fatto di ascolto e di conduzione serena delle scelte e attività scolastiche “nel dialogo con tutti, comunicando pace”.
La prima relazione è stata a cura del Dott. Franco Converso, membro ACIT, che ha presentato un panorama della Spiritualità oggi, con una mappatura multiforme in quanto alle categorie tradizionali si sono aggiunte quelle nate dalla cultura secolare e tecnologica: volti e linguaggi diversi con un unico desiderio umano di ricerca del senso. Infatti, “malgrado l’apparenza, il viandante contemporaneo continua a interrogarsi sul senso della vita, sul dolore, sulla morte, sulla felicità e sul proprio posto nel mondo nella ricerca di una spiritualità che lo rende più umano e lo fa passare dall’io al noi, dal frammento all’intero”.
Rinnovamento pedagogico
Daniela Corinaldesi, docente di Letteratura e Lingue classiche, membro dell'IT, intravede Il ruolo di Elisa Giambelluca nel rinnovamento pedagogico, avvenuto a Rossano, dentro il contesto di quello internazionale dell’Istituzione Teresiana che, intensificando l’attività dell’Istituto di Studi Pedagogici Somosaguas di Madrid, auspicava la creazione di diversi centri sperimentali in altre nazioni. Erano gli anni del grande rinnovamento sia della Chiesa post Concilio, con la valorizzazione dei laici nella missione apostolica aperta al mondo contemporaneo, sia della Società, dei giovani dopo il ’68, e dei Governi per una scuola nuova a livello strutturale e didattico-metodologico.
Arrivata a Rossano nel 1973, Elisa, come dirigente, è l’anima della sperimentazione del liceo socio-pedagogico, appena approvata dal Ministero dell’Istruzione: “un’offerta formativa, importante e innovativa per la città … che mette al centro la persona, del discente e del docente, facendo crescere in responsabilità e mettendo in comune i propri doni, affrontando insieme i problemi, dando iniziative, cercando insieme soluzioni… e soprattutto lasciando che ognuno fosse se stesso.
In questo modo si mettevano in pratica i principi della pedagogia di Poveda e si assumevano le teorie e le pratiche pedagogiche e didattiche più innovative: insegnamento personalizzato, valutazione formativa, lavori in gruppo, aiuto fra pari”.
Santità laicale y sinodale
Lo stile cristiano di Elisa Giambelluca nell’assolvere il compito educativo e direttivo con dedizione, umiltà, dolcezza, attenzione, sorriso, rendendo “visibile l’Invisibile” come viene evidenziato da Daniela e testimoniato da numerosi ex alunni e docenti, presenti al convegno, si ritrova nella relazione di Maddalena Pievaioli, postulatrice, che ha potuto parlare di Santità laicale e sinodale (come già detto all’inizio) definendo Elisa “un profeta” della sinodalità poiché già 50 anni fa, senza usare lo stesso linguaggio odierno, era riuscita a far vivere il “NOI” nell’ascolto reciproco e rispettoso delle opinioni di ognuno in numerose assemblee che portavano a decisioni maturate nella riflessione e nella preghiera, feconde per la crescita umana e cristiana di quella comunità scolare.
Maddalena ha presentato Elisa come donna che vive in pieno il periodo pre-conciliare, conciliare e post-conciliare e come l’incarnazione fedele del carisma di san Pedro Poveda: essere nella società secolarizzata dei nostri giorni, come i primi cristiani nella società pagana del loro tempo, sale che dà sapore, lievito capace di fermentare la massa, attraverso l’impegno nelle realtà educative, professionali, sociali, ma soprattutto con la vita. Elisa si muove a partire dalla profondità dello Spirito a cui attinge, e si apre a spazi di dono e di comunione insospettati, ma tutto nell’ordinarietà, nella vita quotidiana in classe, nelle riunioni, nella vicinanza alle persone incontrate e cercate nello svolgimento del lavoro professionale.
Testimonianze
Sarebbe troppo lungo riportare le testimonianze di ex alunni e colleghi che, come detto all’inizio, erano felici di ricordare il loro vissuto con Elisa, in particolare quel fermento di Vita spirituale nelle varie attività allora innovative come teatro, cineforum, giornalino, sport, escursioni, viaggi di studio, assemblee di Istituto, valutazione personale, vita comunitaria solidale, caratterizzata da gioia ed entusiasmo, “vita con sapore di sale” impregnata di Vangelo, che attualmente cercano di trasmettere verso i propri figli, verso i loro alunni, tra i loro colleghi, pur con difficoltà nella società di oggi. “La Giambelluca, come la chiamavamo, era per tutti noi l’esempio del laico impegnato che infondeva il lievito del Vangelo nelle aule scolastiche e soprattutto in noi docenti”.
Infine l’Arcivescovo di Rossano-Cariati, Mons. Maurizio Aloise, ha raccolto i dati salienti dei vari interventi, risaltando le caratteristiche della santità di Elisa come vero modello per i laici oggi, una spiritualità che entra nelle case, nelle aule; niente di straordinario, ma il lavoro ordinario fatto bene con un amore straordinario. “Ha preso sul serio il suo battesimo, ha risposto alla chiamata, si è fidata di Dio”. Illustrando le virtù già evocate dai vari testimoni, si è soffermato sull’umiltà, la dolcezza, il sorriso.
L’Arcivescovo ha inoltre ribadito un concetto ripetuto in altre occasioni: al suo arrivo a Rossano, nel visitare le scuole aveva notato qualcosa di diverso che in altre città dove era stato precedentemente. Si domandava da dove venisse. Dopo i contatti con l’’Istituzione Teresiana, si è poi reso conto che nelle scuole c’è il suo seme e “ascoltando le testimonianze belle e numerose in questo convegno” ha potuto confermarlo: ci sono i frutti del lavoro educativo, di tanti anni, del carisma povedano.
L’Arcivescovo ha espresso fondamentalmente le stesse idee nell’omelia della celebrazione eucaristica del giorno 22 aprile, alla quale hanno partecipato anche altri fedeli che non erano presenti il giorno prima. Ha letto vari appunti spirituali tratti dal diario di Elisa, concludendo con l’invito per tutti alla santità in famiglia, nel lavoro, nella politica e in ogni attività sociale.

1979-1980. Con gli insegnanti della Magistrale di Rossano. Elisa, con i libri, seconda da sinistra.
Giovanna Liotta, Rossano.




