Sulla scia della positiva esperienza dell’estate 2025 (quando a Letojanni, in Sicilia, un nutrito gruppo costituito prevalentemente da giovani famiglie si era ritrovato per una convivenza dal titolo “Allenarsi alla vita”), l’Istituzione Teresiana in Italia ha organizzato anche quest’anno una convivenza dal titolo “Prenditi cura di me, prendiamoci cura di noi”, al quale è stata aggiunta la famosa affermazione di San Pedro Poveda “con il cuore e la mente nel momento presente”.
La convivenza si è svolta di nuovo in Sicilia, a Castel di Tusa (la maggior parte dei partecipanti e della stessa equipe organizzatrice risiedono nell’isola), ed è iniziata il pomeriggio del 28 luglio (giornata culminata con la celebrazione della S. Messa per la Festa di San Pedro Poveda, in un convento francescano, nell’entroterra del paese che ci ospitava), per terminare la mattina del 1° agosto.
Come è tradizione per le nostre convivenze, le giornate sono state caratterizzate da una alternanza tra momenti formativi ed altri di svago e riposo, facilitati – questi ultimi – dal meraviglioso ambiente naturale e culturale nel quale eravamo immersi: la bella spiaggia di ciottoli a pochi minuti dall’Hotel che ci ospitava; il paese di Cefalù, situato sullo stesso tratto di costa, a circa 20 km di distanza, con una bellissima spiaggia e un centro storico nel quale spicca il meraviglioso Duomo; il paese di Santo Stefano di Camastra, a soli 8 km da Castel di Tusa, celebre per le fabbriche artigiane di ceramiche.
A Cefalù, in particolare, abbiamo goduto di una bellissima visita al Duomo guidata da Don Domenico Messina, teologo ed esperto di arte sacra, che ci ha illustrato con grande sapienza ma con grande semplicità le meraviglie di quell’opera, intitolata alla Trasfigurazione di Cristo Salvatore, il cui volto campeggia nello splendido mosaico dell’abside. Dopo la visita, Don Vito Impellizzeri - sacerdote della diocesi di Mazara del Vallo, originario di Pantelleria, professore stabile di Teologia fondamentale e Preside della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia (Palermo) – e Don Calogero Cerami – Rettore del Seminario di Cefalù – hanno concelebrato per il nostro gruppo, nella cappella del Seminario, una Eucarestia molto sentita e partecipata, rallegrata anche dalla vivace presenza dei nostri bambini, sottolineata con grande affetto e dagli stessi sacerdoti.
A Santo Stefano di Camastra abbiamo potuto visitare una fabbrica di ceramiche, ammirando il sapiente lavoro degli artigiani nelle varie fasi della lavorazione, a cominciare dalla realizzazione dei vasi al tornio, che ha colpito in modo particolare i bambini e che immediatamente ci ha rammentato la figura del vasaio ricorrente nella Scrittura e in particolare nel profeta Geremia (cap. 18).
Gli incontri formativi sono stati curati dalla d.ssa Mimy Tavormina, psicologa, psicoterapeuta, affezionatissima ex-alunna del collegio universitario dell’I.T. in Villa Ximenes a Roma, con vaste competenze professionali sia nel campo psicosociale (nell’ambito della Giustizia Minorile), sia in contesti più marcatamente clinici, occupandosi per dieci anni di psicopatologia dell’età evolutiva e, da otto anni – rientrata presso la sua terra d’origine – presso l’ARNAS Garibaldi di Catania, dove svolge attività clinica di Dirigente Psicologo, dedicandosi prevalentemente agli ambiti della psicologia ospedaliera.
Gli incontri – distribuiti su tre giornate, la prima dedicata all’ IO, la seconda al TU e la terza al NOI – sono stati centrati sul tema che ha dato il titolo all’intera convivenza. E’ stata sottolineata in particolare l’importanza dell’ascolto non giudicante dell’altro (che deve necessariamente precedere e qualche volta completamente sostituirsi al consiglio e alla proposta di “soluzioni”), e la necessità di vivere con pienezza e consapevolezza il presente, quale unica possibilità di costruire un futuro il più possibile in linea con i nostri valori. La d.ssa Tavormina ha dato ampio spazio alle domande e agli interventi, e si è perfettamente integrata con il gruppo prendendo parte – con la sua famiglia che era pure presente – a tutti i momenti di svago e approfondimento culturale prima ricordati.
IIl momento di verifica, poco prima della partenza, ha fatto emergere la gratitudine per il tempo trascorso insieme in un clima di gioia, di amicizia e di accoglienza reciproca, e il desiderio di ritrovarsi ancora, possibilmente non solo d’estate.
Proviamo ad "allargare la tenda"...
IT Italia.




