L’Istituzione Teresiana di Malaga (Spagna) ha avviato il progetto “Espacio Sal y Luz” con l’intento di rispondere soprattutto alle esigenze dei migranti e delle persone in situazione di emarginazione, offrendo spazi di accoglienza e integrazione all’insegna della cultura dell’incontro. Da lì hanno potuto accompagnare il processo di regolarizzazione dei migranti.

I nostri inizi
“Espacio Sal y Luz” è nata ufficialmente nel febbraio del 2026, dopo numerose ricerche e attività avviate nel 2024, anno del centenario dell'approvazione pontificia dell'IT. Ci siamo ritrovati nelle sale che ci sono state messe a disposizione in una parrocchia di un quartiere popolare di Malaga. Quel pomeriggio abbiamo preso tra le mani la cera, il sale e una ciotola dove, per magia della luce, entrambi gli elementi si fondevano per dare forma a una bellissima candela. Un simbolo che illuminava il cammino che stavamo iniziando a percorrere: essere sale e luce.
È nato così un progetto ricco di entusiasmo, impegno e con la certezza che ogni inizio porta con sé nuove opportunità, nuove sfide. Ci ispirava il motto della Lettera dell’Anno 2024 della Direttrice dell’IT, Gregoria Ruiz: “Radicati nel dono ricevuto: nuovi inizi, nuove chiamate”, un invito ad aprirci alle sfide del nostro tempo con fiducia e generosità.
Fin dall’inizio avevamo chiari i nostri obiettivi:
- Favorire l’integrazione delle persone migranti.
- Prestare particolare attenzione ai giovani e alle donne.
- Offrire uno spazio aperto, vicino e accogliente.
- Essere un luogo di incontro per la comunità.
Con il passare del tempo, e dopo un percorso ancora breve ma intenso, questo anno ci ha portato una nuova sfida: il processo di regolarizzazione delle persone migranti. Abbiamo capito subito l’enorme necessità di accogliere, accompagnare e orientare chi intraprendeva quel percorso. Quella realtà è diventata una priorità e, allo stesso tempo, una grande sfida.
È stato necessario formarci e lavorare in rete, con la convinzione che solo la collaborazione potesse dare risposta a un’esigenza così importante. Fin dal primo momento abbiamo potuto contare sul sostegno della Caritas Diocesana e della Caritas Parrocchiale, di Málaga Acoge, della Piattaforma di Solidarietà con i Migrantie i Rifugiati, dei notai, dei distretti municipali e di altre entità che hanno reso possibile questo accompagnamento.
Cultura dell'incontro
Con lo stesso entusiasmo abbiamo iniziato i preparativi per il nostro terzo incontro fraterno, nel pomeriggio dello scorso 26 giugno. Tutto era pronto e nel gruppo si percepiva un’enorme voglia di incontrarci. Hanno cominciato ad arrivare persone provenienti da diversi paesi, culture, lingue e percorsi di vita che condividevano lo stesso desiderio: sentirsi accolte, ascoltate e parte di un’unica comunità. Le emozioni affioravano in ogni saluto, in ogni parola, in ogni abbraccio.
L’incontro, il più numeroso e partecipativo fino ad oggi, è iniziato con un’attività di presentazione personale in cui ogni partecipante ha indicato il proprio paese d’origine su un mappamondo. Successivamente, una seconda attività ha invitato a scegliere, tra diverse immagini, quella che meglio esprimeva l’emozione o il momento di vita che ogni persona stava vivendo. Entrambe le dinamiche hanno favorito un clima di fiducia e vicinanza, dando luogo a testimonianze commoventi e a momenti di grande partecipazione.
Il pomeriggio si è concluso con la condivisione di deliziosi dolci e di un squisito tè moro. Tra conversazioni, sorrisi, amicizia e racconti di vita, abbiamo scoperto che, al di là delle nostre differenze, ci unisce il desiderio di camminare insieme nel rispetto, nella fratellanza e nell’amore che rendono possibile una vera speranza.

Trasformare vite
Oggi, dopo questi mesi di intenso lavoro, condividiamo con gioia la soddisfazione di aver accompagnato numerose persone che hanno già potuto presentare la propria documentazione o portare a termine con successo il proprio processo di regolarizzazione. Ogni storia è motivo di speranza e conferma che lo sforzo condiviso vale la pena.
Vedendo l’atmosfera e la partecipazione di questa fine di giugno 2026, torniamo a casa con l’anima colma e il cuore profondamente grato per tutto ciò che abbiamo vissuto nel corso dell’anno e, in particolare, per questo incontro di fratellanza che ci ha ricordato ancora una volta che l’accoglienza trasforma la vita di chi la riceve, ma anche quella di chi la offre.

Espacio Sal y Luz.




