Con l'obiettivo di rafforzare l’impulso “Rinnovare la scelta per l’educazione” della prima linea di missione dell’Istituzione Teresiana (2023-2028), il Consiglio della Cultura ha organizzato un seminario internazionale a Santa María de Los Negrales (Spagna) su questo tema. In questo contesto si è tenuta la conferenza di João Costa, presidente del Comitato per le politiche educative e del Forum globale Future of Education and Skills 2040 dell’OCSE, nonché direttore dell’Agenzia europea per i bisogni speciali e l’istruzione inclusiva.

Il seminario internazionale del Consiglio della Cultura, intitolato “Educazione, matrice e forza per la trasformazione sociale e la piena umanizzazione” (dal 21 al 29 luglio), ha lo scopo di riflettere su diverse questioni educative e sull’educazione inclusiva. In questo contesto si è tenuta la conferenza dal titolo: “Alcune sfide globali dei sistemi educativi”, durante la quale João Costa, ministro dell’Istruzione del Portogallo dal 2022 al 2024, oltre a illustrare in linea generale le sfide dell’attuale panorama educativo, ha posto particolare enfasi sull’istruzione inclusiva.
Lurdes Figueiral da Silva, membro del Consiglio dell’IT, ha presentato il relatore, mentre Inmaculada Balfagón, presidente del Consiglio della Cultura dell’IT, ha ringraziato a nome di tutti i membri per la sua presenza al seminario.
Nella prima parte, il relatore ha contestualizzato la situazione dell’istruzione. Ha esordito sottolineando che il settore è immerso in un grande processo di trasformazione, sebbene il ritmo di questo cambiamento sia troppo rapido, il che ha ripercussioni negative sul raggiungimento di un sistema educativo di qualità.
Successivamente, ha analizzato le sfide che l’educazione deve affrontare al momento attuale, quali le nuove tecnologie, le politiche educative e l’impatto delle guerre, tra le altre. Per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale, ha affermato che, a suo avviso, può essere uno strumento di supporto, ma non per “delegare compiti”. In questo senso, ha sottolineato l’importanza che la creatività non scompaia, un fenomeno che sembra verificarsi in modo evidente tra i giovani negli ultimi anni. “La creatività e l’umanesimo devono essere sempre presenti nell’istruzione”, ha affermato, così come in altri ambiti.
Ha ricordato le priorità tematiche in materia di istruzione per l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Ha parlato così dei benefici sociali ed economici dell’educazione, sempre meno valorizzati, delle competenze cognitive e socioeconomiche, dell’apprendimento permanente e del ruolo dell’innovazione. Ha sottolineato che, secondo quanto emerso da questo organismo, esiste una chiara correlazione positiva tra i livelli di qualificazione, la qualità della vita e l’esercizio di una cittadinanza attiva; per questo ha affermato che “l’educazione può salvare la qualità delle democrazie”. Allo stesso modo ha valorizzato la necessità di sviluppare le competenze emotive e funzionali.
Ha aggiunto che la formazione degli insegnanti deve cambiare e adattarsi alle tecnologie, e ha anche accennato al calo delle vocazioni all’insegnamento. Tra le sfide di questi professionisti ha menzionato a sua volta l’importanza della progettazione dei programmi di studio e di ciò che si vuole offrire agli studenti
Il futuro dell’educazione inclusiva
Nella seconda parte dell’incontro, João Costa si è concentrato sull’educazione inclusiva e sui dieci pilastri che ne configurano il futuro, molti dei quali già menzionati nella prima parte:
- Benessere e senso di appartenenza degli studenti: in questo ambito ha parlato dei problemi di accesso all’educazione, ma anche del sostegno alla salute mentale, all’alimentazione e all’alfabetizzazione digitale.
- Pianificazione familiare e comunitaria: l’importanza di rafforzare le alleanze.
- Apprendimento permanente: con politiche specifiche rivolte a ogni fase della vita.
- Sviluppo e benessere del personale docente: ha sottolineato la necessità di integrare le pratiche durante la formazione.
- Innovazione nei programmi di studio e nella valutazione: integrare l’inclusione e sviluppare programmi di studio interdisciplinari e orientati al futuro.
- Trasformazione digitale e IA: ha continuato a sottolineare l’importanza dell’umanesimo.
- Collaborazione intersettoriale: integrare diversi servizi e rafforzare i team multiprofessionali.
- Nuova governance e leadership: lavorare sulla leadership.
- Garanzia di qualità e monitoraggio: con meccanismi di valutazione e un investimento sostenuto ed equo.
- Finanziamento e allocazione strategica delle risorse.
L’esperto ha concluso con un appello all’azione: “L’educazione inclusiva richiede un cambiamento di paradigma e una responsabilità collettiva. L’evento si è concluso con le domande dei partecipanti, che in realtà si sono trasformate in uno spazio di dialogo in cui sono stati esposti diversi punti di vista sullo stato attuale dell’educazione.
Intervento completo nel seguente video. (È possibile attivare i sottotitoli automatici in italiano):
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